Adamello Ultra Trail

Difficile   |   50 H
(2 votes)

Adamello Ultra Trail

Il percorso qui proposto è lo stesso della gara estrema denominata Adamello Ultra Trail: una corsa a piedi di 175 Km di lunghezza e circa 10.500 m di dislivello positivo, da percorrere in semi-autosufficienza.

Il tracciato descritto si snoda quasi sempre su terreno agevole e privo di difficoltà tecniche. Non ci sono tratti attrezzati e particolarmente esposti. Sia i sentieri che le strade sterrate sono di origine militare della Prima Guerra Mondiale 1915/’18. 

É da Vezza d’Oglio, dalla Piazza IV Luglio 1866, dedicata alla battaglia che si svolse all'interno del contesto della terza guerra di indipendenza, la partenza dell’Adamello Ultra Trail.

Raggiunta la località Plassacù il percorso segue una larga mulattiera che successivamente si fa sentiero e verso nord, sul versante orografico sinistro della Val Grande nel Parco Nazionale dello Stelvio, tocca il museo sulla dorsale di Cima Rovaia. Raccolto in una baracca militare ripristinata, la piccola “galleria” racconta parte della Prima Guerra Mondiale dove sorgeva la terza linea di difesa.

Conquistato Cima Rovaia, il tracciato entra nella sassosa Val di Tremons e varcata Porta Muralta si abbassa a Plassa Gerù; in direzione est, a mezzacosta su una larga traccia scavata, arriva alla Tor dei Pagà: piccolo sito archeologico recentemente valorizzato. Da qui il tragitto perde quota nel Canalino della Torre e passato il Roccolo di Arnaldo raggiunge la fiorente Val di Cané; il percorso continua a nord sul suo versante orografico destro, ma presto si sposta sull’opposto e sale alla Malga del Coleazzo.

I trinceramenti delle Bocchette di Val Massa sono il prossimo obiettivo; suggestivo e imponente il muraglione lungo quasi un chilometro a protezione della seconda linea di difesa. La traccia ora si abbassa toccando la Malga di Prisigai e successivamente quella di Somalbosco e sul versante orografico destro della rigogliosa Val delle Messi prosegue a nordovest  fino al Laghetto Inferiore dei Monticelli; in discesa poi tocca il fondovalle e in direzione opposta, fiancheggiando il torrente Frigidolfo, arriva a S. Apollonia e alla sorgente d’acqua ferruginosa.

E’ sempre nel Parco dello Stelvio la quarta valle che si raggiunge dopo aver superato l'abitato di Pezzo; florido l’alpeggio, tra le caratteristiche baite di Case di Viso, che il percorso attraversa per poi ricalcare i numerosi tornanti della strada militare che sale al Rifugio Bozzi, in una zona dove gli insediamenti bellici sono stati recuperati e valorizzati a favore della memoria e della pace. Su un tratto dell’Alta Via Camuna N° 2, con un lungo traverso, il percorso segue la vecchia mulattiera e aggirata Cima le Sorti degrada fino al Passo del Tonale dove le montagne circostanti furono teatro di grandi battaglie; il “Sentiero dei Fiori” e le mitiche passerelle sospese a 3000 metri di quota, ne sono testimonianza.  

Il Sacrario monumentale, costruito negli anni ’30 sul confine bresciano e trentino, accoglie le spoglie di 800 caduti Italiani e Austriaci. I forti Zaccarana, Mero e Strino, un tempo  Austro-Ungarici, ormai sono a un passo e il percorso li tocca, prima di scendere a Vermiglio. Con l’attraversamento del paese, il Trail si sposta sul versante opposto della Val di Sole e dopo esser salito dal Velon al forte dei Pozzi Alti, torna nuovamente in Tonale e sui verdi pascoli di Vescasa,  passando dalla località Talas,  si abbassa a Ponte di Legno. E’ previsto il passaggio in Piazza 27 Settembre, data del bombardamento che  rase al suolo il paese nel 1917.

Il Gruppo del Castellaccio che domina il paese segna la Prima Linea della Grande Guerra che per tre anni venne combattuta anche sui ghiacciai dell’Adamello. Ora, nel Parco dell’Adamello, Il tragitto prevede la salita al Corno d’Aola per la comoda strada militare e l’attraversamento alla selvaggia Conca di Pozzuolo ai piedi di Cima Salimmo. Sul versante orografico sinistro della Val Seria in direzione nord, il percorso costeggia il bel campo da golf in località Valbione e passata la caratteristica chiesetta di S. Giulia supera le baite di Mezzullo e si cala a Temù dove si trova il museo della Guerra Bianca in Adamello; si sposta poi nuovamente, ma per un breve tratto, sul versante destro orografico dell’Alta Val Camonica passando dalla chiesetta di S. Alessandro e da Vione, caratteristico paesino di montagna ancora ben conservato.

A Stadolina, col sottopassaggio della statale, il tracciato ritorna sul lato opposto della valle e rimonta fino ai resti militari della Piana dei Morei e della Cresta Salì dove si trova un particolare fabbricato in calcestruzzo utilizzato quale deposito-polveriera, unico esempio di questo tipo di architettura militare presente nel Parco dell’Adamello. Il percorso, persa quota in Val Paghera, riprende a salire fino alla località Iclo, e alla chiesetta di S. Vito e S. Anna ridiscende a Incudine e alle vicine trincee nella piana di Davenino. Per la comoda e antica Via Valeriana il tragitto raggiunge ora il paese di Edolo che durante il conflitto fu un importante centro di comando e di smistamento truppe.

Col passaggio sul “ponte vecchio” sul Fiume Oglio, il tracciato ritorna sul versante orografico destro dell’Alta Val Camonica e risaliti i verdi pascoli di Mola, sotto il Motto della Scala degrada verso est in Mortirolo nel comune di Monno: meritevole altipiano dove la pastorizia conserva le tradizioni e famosa località resa nota dalla Prima ma soprattutto dalla Seconda Guerra Mondiale per le battaglie della Resistenza Italiana. Il leggendario Passo del Mortirolo è oggi legato anche al Giro d’Italia per la sua salita ciclistica. Con l’ascesa al Monte Pagano e al complesso di opere difensive che lo circondano, il percorso esaurisce il dislivello in salita e chiudendo il giro consuma quello in discesa tagliando il traguardo nuovamente in Piazza IV Luglio a Vezza d'Oglio.