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Storia e cultura

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Storia e cultura

di Elena Gregorini.

Percorso urbano tematico per far scoprire i fatti  e i protagonisti del Fatto d’arme di Vezza d’Oglio del 1866 e di altri avvenimenti storici della storia nazionale incorporati nella nomenclatura viaria e nei monumenti presenti in paese.

Il percorso, attraverso la toponomastica viaria, intende analizzare soprattutto i fatti e i protagonisti del Fatto d’arme avvenuto a Vezza d’Oglio nel 1866, ma anche i personaggi della memoria storica collettiva che hanno svolto ruoli fondamentali all’interno della storia risorgimentale nazionale.

Il fatto d’arme di Vezza d’Oglio del 4 luglio 1866, noto localmente anche come “Battaglia garibaldina del del 1866”, si innesta nella Terza guerra d’indipendenza italiana, e ha svolto un ruolo centrale nello scontro tra italiani e austriaci nel fronte meridionale austriaco.

Forze in campo nella battaglia del 1866:

Austriache:

- Truppe austriache operanti nel settore trentino con a capo il Generale Kuhn, (avversario di G. Garibaldi durante la Terza Guerra d’Indipendenza),  il quale aveva mandato sul Tonale, con mezza brigata (circa 3000 uomini) il Maggiore Von Albertini.

Italiane:

- 2°Battaglione del 4° Reggimento Bersaglieri Volontari, guidati, addestrati e organizzati dal Maggiore Nicostrato Castellini, con 4 compagnie, guidate rispettivamente da A.Oliva, G.Adamoli, A. Frigerio e G. Micali.

- 4°Reggimento Volontari Garibaldini, comandato da G. Cadolini. Al fatto d’Arme di Vezza d’Oglio presero parte solo i componenti del 1° Battaglione, con a capo il Maggiore Vincenzo Caldesi, che in quel periodo versava in pessime condizioni di salute.

Eventuali informazioni da poter inserire:.

Le manovre di dislocamento delle forze italiane sono dettate dalle notizie, spesso esagerate, delle continue minacce austriache;

Gli austriaci, erano numericamente più forti, occupavano posizioni più sicure e strategiche, fino a minacciare l’accerchiamento degli italiani.

Negli attimi precedenti allo scontro con il nemico si assiste a un continuo cambiamento di dislocamento delle forze. Caldesi ordina ai suoi di ripiegare verso incudine in caso di pericolo, mentre castellini persuadeva per occupare il paese e fermare il nemico. Il mancato accordo tra Caldesi (ha eseguito l’ordine di stare sulla difensiva) e Castellini (mirava a contrastare il nemico con uno scontro diretto) ha portato quella che doveva essere una  battaglia d’arresto a una pesante sconfitta.

Il combattimento svoltosi a Vezza il 4 luglio 1866 non va giudicato soltanto per l’esito: va innanzitutto sottolineato il modo eroico con cui i soldati combatterono,quindi, il coraggio e l’ entusiasmo dei volontari. Perdite: austriache 5 morti e 17 feriti; italiane:19 morti, 67 feriti e 17 prigionieri.

 

  • 01

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    Partenza dalla Piazza IV luglio 1866

    Monumento per i volontari caduti per la patria il 4 luglio 1866.

    Eretto per pubblica sottoscrizione nel 1873.

    In granito della Valle Camonica.

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  • 02

    Minuti

    Via Federici

     

    Famiglia Federici: importante famiglia ghibellina della Vallecamonica che ha influenzato le vicissitudini della storia locale nei secoli successivi all’anno Mille.

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  • 03

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    Via della Torre 

     

    Sulla sinistra salendo per la via si vedono i resti della Torre Federici, innestata con costruzioni successive, e recentemente ristrutturata dall’amministrazione comunale.

    Alta 15 metri, costruita in pietra viva e con finestre arcuate a tutto sesto.

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  • 04

    Minuti

    Via Cadolini 

     

    (Giovanni Cadolini.  Cremona 1830-1917)

    A capo del 4° Reggimento dei Volontari Garibaldini, su ordine di Garibaldi porta rinforzi al 1° Battaglione guidato da Caldesi, per la difesa della Valle Camonica minacciata dagli austriaci. 

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  • 05

     Minuti

    Via F.lli Fantoni

     

    Fratelli Fantoni di Rovetta: Scultori e intagliatori del legno provenienti da una famiglia con forte vocazione artistica operanti nell’Italia Settentrionale fin dal 1400.

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  • 06

    Minuti

    Via S.Giovanni

     

     

  • 07

     Minuti

    Via Castellini

     

    (Nicostrato castellini. Rezzato 1829 - Vezza d’Oglio 4 luglio 1866)

    A capo del 2° Battaglione Bersaglieri Milanesi del Corpo Volontari Italiani di Garibaldi.

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  • 08

     Minuti

    Asilo

     

     

  • 09

     Minuti

    Via delle Rimembranze

     

    Via delle Rimembranze anche Vezza, come quasi in ogni centro urbano italiano, ha la sua Via delle Rimembranze (a volte anche Parchi), creata su proposta di Dario Lupi, Sottosegretario alla Pubblica Istruzione degli anni venti al fine di ricordare e onorare i caduti italiani della grande Guerra (1915 -18). 

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  • 10

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    Cimitero

     

    Negli attimi di combattimento tra gli avamposti italiani e austriaci, in questo luogo vengono fatti prigionieri alcuni soldati italiani.

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  • 11

     Minuti

    Via Adamoli

     

    (Giulio Adamoli (Besozzo 1840-Il Cairo 1926)

    Nella Battaglia di Vezza d’Oglio al comando di una compagnia del  2° Batt. 4° Regg. Bersaglieri volontari guadagna una Medaglia d’oro. 

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  • 12

    Minuti

    Via Cavour

     

     Camillo Benso Conte di Cavour (Torino 181°-1861). Noto politico italiano protagonista del Risorgimento italiano sostenitore di idee liberali e del progresso civile ed economico. 

  • 13

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    Via Sierra Chica

     

    Sierra Chica è una città argentina nel dipartimento di Olavarria, in provincia di Buenos Aires. Fondata nel 1882 da immigrati italiani, tra cui vezzesi,  che sono entrati nel paese per sfruttare i ricchi giacimenti di granito rosso scoperti anni prima. Nel 1800 Vezza d’Oglio, seppur paese molto fiorente dell’alta 

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  • 14

     Minuti

    Via Garibaldi

     

    (Nizza 1807 - Caprera 1882) personaggio del risorgimento italiano, definito “Eroe dei due mondi” per le imprese militari compiute sia in Europa che in America Meridionale.

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  • 15

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    Via Mazzini

     

    (Giuseppe Mazzini,  Genova 1805 - Pisa 1872)

    Contribuisce in modo significativo alla nascita dello stato italiano, con ideali democratici appoggia moralmente G. Garibaldi, in opposizione a Cavour. Per la continua latitanza per le condanne subitegli studiosi lo definiscono “eroe invisibile”.

  • 16

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    Via XX Settembre 

     

     Il 20 settembre è stata festa nazionale fino alla sua abolizione dopo i Patti Lateranensi del 1929. Nel 1870, infatti il 20 settembre c’è stata la Presa di Roma, nota anche come Breccia di Porta pia, che ha sancito l’annessione di Roma al Regno d’Italia, decretando la fine dello stato pontifico e del potere temporale dei Papi. 

  • 17

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    Museo nella Torre Federici

     

    Sala museale permanente sulla Battaglia Garibaldina

     http://www.museocivicogaribaldino.it/